Scienze motorie e Isef

 

Cos'è l'osteopatia


L'Osteopatia

L'Organizzazione Mondiale della Sanità nelle sue linee guida per le medicine tradizionali e medicine complementari/alternative, tra cui l'osteopatia, ha riconosciuto in queste un valido ruolo per aiutare, proteggere e migliorare la salute ed il benessere dei cittadini.

Nel documento l'OMS definisce l'osteopatia "professione sanitaria di contatto primario con competenze di diagnosi, gestione e trattamento dei pazienti" indicando tra l'altro le competenze, i requisiti ed i possibili percorsi formativi del professionista. Tali indicazioni possono essere d'aiuto alle autorità sanitarie nazionali per definire leggi, normative e prassi di abilitazione adeguate. Questo a tutto vantaggio dei pazienti che hanno diritto ad una maggiore sicurezza ed efficacia terapeutica: ciò è possibile solo se le prestazioni sono erogate da professionisti adeguatamente formati.

L'osteopatia è una pratica sanitaria manuale nata come medicina indipendente alla fine del 19º secolo negli Stati Uniti, dove è attualmente riconosciuta in tutti gli Stati. Si è diffusa successivamente in Europa agli inizi del ‘900, sviluppandosi inizialmente in Inghilterra e poi in Francia. Questo spiega come questi paesi per primi, abbiano elaborato leggi per la regolamentazione di tale professione.

Attualmente l'osteopatia è riconosciuta in Inghilterra, Francia, Belgio, USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda e in molti altri paesi europei è in via di riconoscimento.

In Italia, dove non è ancora regolamentata, la diffusione dell’osteopatia è iniziata negli anni ’70 ad opera di osteopati di origine statunitense, inglese e francese. È proseguita come pratica di professionisti italiani formatisi all’estero o in scuole italiane che hanno nel corso degli anni potenziato ed equiparato il livello didattico a standard di livello europeo.

L'osteopatia è una professione che mira al mantenimento della salute, che si indirizza a tutti i cittadini, dal neonato all'anziano. Essa non vede come limitazione della propria competenza un determinato distretto corporeo o apparato, piuttosto la tipologia e le caratteristiche della patologia.

L'osteopatia si rivolge in particolare a tutti i disturbi di origine funzionale, potendo intervenire in alcuni di quelli organici come sostegno e contributo ad altre cure. Pur utilizzando procedure metodologiche e tecniche uniche nella ricerca, nella denominazione delle disfunzioni e nel trattamento delle stesse, si integra con tutte le altre professioni sanitarie sia mediche che non mediche.

Uno dei principi fondamentali dell'osteopatia è quello di ripristinare in tutti i distretti del corpo, indipendentemente dall’apparato o sistema, la corretta mobilità delle strutture, partendo dal presupposto che dove la mobilità risulti corretta è più difficile che si sviluppi la patologia. Ciò perché la mobilità delle strutture non è fine a se stessa, ma è la condizione fondamentale per una fisiologica vascolarizzazione e innervazione dei tessuti.

L'osteopatia si basa su un insieme di procedure manuali che il terapeuta mette in atto con lo scopo di ripristinare la corretta mobilità delle e tra le strutture corporee, al fine di migliorare la fisiologia dei sistemi e degli apparati e sostenere l'omeostasi del paziente. Sfruttando la capacità intrinseca dell'organismo all’autoguarigione, lo stimola in un contesto che rispetta la relazione tra corpo, mente e spirito.

Per il tipo di approccio, per le tecniche utilizzate, per la frequenza e la tipologia dei trattamenti, l’osteopatia si discosta molto dai modelli di altre professioni sanitarie come la fisioterapia.

L'applicazione pratica dell'osteopatia si basa sulla relazione tra struttura e funzione non solo all'interno del sistema muscolo-scheletrico ma anche in rapporto a tutti gli altri apparati e sistemi. L'osteopata non si limita quindi alla diagnosi e al trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici, ma si preoccupa di come la biomeccanica di tale sistema si integra con la fisiologia dell'intero organismo, sostenendola. L'osteopata utilizza modelli diagnostico-terapeutici applicabili al sistema muscolo-scheletrico e a tutti gli altri sistemi (nervoso, linfatico ed endocrino) ed apparati (digerente, respiratorio, cardio-circolatorio, urogenitale, visivo, uditivo-vestibolare).

Anche se i principi esposti possono non essere più visti come esclusivi dell’osteopatia, sono parte integrante del suo quadro concettuale e la distinzione deve essere cercata nel livello di considerazione e nella profondità con cui vengono applicati nell’approccio osteopatico.

Infatti la particolare interpretazione tensegrile dei modelli struttura-funzione, dimostrata dai progressi scientifici della biofisica (vedi riferimenti), le caratteristiche delle metodiche terapeutiche e le modalità delle tecniche utilizzate la differenziano in maniera sostanziale dall'approccio e dalle competenze delle altre figure sanitarie come il fisioterapista, con il quale per altro sono possibili strategie collaborative a tutto vantaggio del paziente.

Oltre ai principi ispiratori anche le procedure in osteopatia non permettono equivoci e sconfinamenti di campo nella professione medica perché le valutazioni che l'osteopata effettua sui sistemi e sugli apparati non mirano alla ricerca di una "diagnosi medica" ma ad una “diagnosi osteopatica" (OMS).

L'osteopata, dopo aver individuato in un tessuto corporeo l’alterazione del movimento, definita "disfunzione somatica", la denomina con una terminologia tutta propria e codificata a livello internazionale (Glossario della terminologia osteopatica).

Il trattamento osteopatico mira alla risoluzione delle disfunzioni somatiche attraverso specifiche tecniche definite "normalizzazioni osteopatiche" che sono proprie di tale professione, senza sconfinare nelle competenze e mansioni di altre professioni sanitarie.

Inoltre durante la ricerca delle "disfunzioni somatiche" l'osteopata, tramite una procedura definita di "diagnosi differenziale", potrebbe individuare o sospettare possibili problematiche che esulano dalla propria competenza. In tal caso ha l'obbligo di segnalare il sospetto direttamente al paziente e/o al medico curante e/o specialista che individueranno i percorsi diagnostici e terapeutici appropriati. Tutto ciò a vantaggio dei pazienti, che in taluni casi, potranno beneficiare di diagnosi mediche precoci.

Oltre il riscontro da parte dei pazienti, anche numerosi studi scientifici hanno dimostrato che il trattamento osteopatico, definito OMT (Osteopatich Manipulative Treatment) nella letteratura scientifica internazionale, è efficace nelle patologie funzionali e può essere d’aiuto in quelle organiche.